Voce Danzante con Respiro

VOCE, CANTO DIFONICO E LIVE ELECTRONICS

L’immaginazione e le emozioni vissute da un corpo che risuona, sono gli elementi da cui parte questo viaggio… un viaggio che tocca quelle voci primordiali che abbiamo ancora dentro… da qualche parte nella memoria del corpo.
E così da un seme nasce la voce del neonato, che incontra, aldilà delle frontiere dei linguaggi, la voce del vecchio saggio.
Infine il bambino cresciuto ed il vecchio saggio si rincontrano… ed il viaggio ritorna al seme.
Il ritmo ed il respiro conducono questo ciclico viaggio a ritroso… alla divertente ricerca di un’origine
che ci appartiene da sempre. La voce, usata esclusivamente come strumento, racconta questo viaggio senza l’ausilio della parola, dando la possibilità all’ascoltatore di vivere significati ed emozioni liberamente attraverso la fantasia.

Oskar Boldre propone un concerto in cui la voce è utilizzata come strumento, cioè senza l’ausilio delle parole. Un vero e proprio viaggio sonoro caratterizzato da alcune tappe (composizioni originali o arrangiamenti inconsueti di brani del repertorio classico) in cui ci si sofferma ad ammirare il paesaggio… per poi proseguire, attraverso l’improvvisazione, verso la tappa successiva.
L’improvvisazione è una libera forma di preghiera, di lode al divino, ma è anche una festa, un inno alla gioia… uno scherzo che si trasforma in una divertente ricerca.
In questa ricerca la voce si svincola dagli stili vocali pre esistenti e scopre nuove emissioni come il canto difonico.

Il canto difonico è una tecnica particolare che permette di emettere più suoni contemporaneamente. Questo modo di usare la voce è tuttora utilizzato in Mongolia, dai monaci tibetani delle scuole buddiste di Gyuto e Gyume, nella religione Sufi, dall’etnia Xhosa del Sud Africa, nella Bashiria ed anche in Sardegna e Corsica.
Questa antica tecnica è stata solo di recente riscoperta in Occidente grazie allo scienziato-etnologo russo Aksenov (1964) e al compositore K.Stockhausen ("Stimmung" 1968) e grazie a ricercatori-cantanti come R. Laneri, Tran Quang Hai, Demetrio Stratos, dai primi anni 70. Il canto difonico è una tecnica vocale affascinante sia dal punto di vista musicale che scientifico.La voce infatti si sdoppia in almeno due suoni distinti: il più grave corrisponde alla voceusara normalmente, nel consueto registro del cantante, mentre il più acuto è un suono flautato che può essere modulato, indipendentemente rispetto al suono grave, sulla scala fisico-armonica. Questi magici suoni in realtà enfatizzano le formanti armoniche che si sviluppano grazie alle risonanze ossee; producendo un tono fondamentale, per esempio un Do2 (130 Hz), le armoniche possono raggiungere frequenze altissime sino al Sol5 (1568 Hz). Il canto difonico può essere utilizzato come un vero e proprio strumento per creare linee melodiche dal suono estremamente affascinante. Naturalmente la tecnica del canto difonico è accessibile a chiunque; necessitano tanta curiosità, ascolto e tanto, tanto esercizio.

Oltre a improvvisazioni e brani composti dallo stesso Oskar Boldre possono essere eseguiti:
Syrinx (C.Debussy 1912)
Adagio (B.Marcello, 1713)
Bolero (M.Ravel 1928)

La grande energia del ritmo ed il respiro sono gli elementi che ci conducono e riconducono in questo sentiero sonoro.


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